Sarà che guardando indietro non trovo rimpianti, non sento rimorso,sarà che ho la consapevolezza che tanto nulla adesso si può cambiare di quello che e' già stato,col senno di poi affronto alcune situazioni in modo differente, ma quelle presenti,quelle remote, quelle appene passate,che non possedevano il senno di poi,le rifarei nella stessa maniera,sommando a questo la mia istintività ,beh..
Tutto questo per dire che sogghigno , anche se rimango perplesso, a
questo bisogno di comprarsi la santità, di nascondere i propri "peccati"
se peccati sono, per farsi portatori di sani principi, che sanno di
falsità e neppure velata.
Mi chiedo se e' veramente possibile riuscire a dimenticarsi del
proprio passato, non farne uso per estendere la propria comprensione o
solamente è un atteggiamento protettivo o peggio, ipocrita, che fa
pescare dai ricordi solo quelle immagini sorridenti e che comunque
nasconde o corrompe , quelle per cui non si e' capaci di giudicarsi e
nello stesso essere giudicati.
Per quanto mi riguarda il mio tribunale e' stato ed è sempre aperto, vi
si sviluppano processi, ricorsi e pure il giudizio, che do a me stesso
in cassazione, non è assoluto.
In effetti la parola santo ad indicare me , stride abbastanza e se
vogliamo anche l'essere innocente con cui gioco spesso,per enfatizzare ,
la consapevolezza di non esserlo per nulla.
Anche se , sarà perchè sono di parte,sarà perchè comunque il mio
giudizio di me stesso e' sempre atroce e fa da scintilla alla mia
iperattività mentale,trovo la mia innocenza nell'accettazzione di come
sono.

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