" Ti volevo scrivere, ma non l’ho fatto, ti volevo dire che si puo’
tornare indietro, ma se non torni vuol dire che non vuoi, ti volevo dire
che si può sperimentare, che possiamo avere un’occasione, ti volevo
dire che le cose possono cambiare, che basta volerlo, si può
ricominciare. Ti volevo dire che qui c’hai sempre due braccia che
t’aspettano, che non faccio niente, non mi faccio sentire, ho accettato
silenziosamente le tue scelte, non ho smosso il mondo non l’ho fatto. E
non chiedermi perchè, non te lo saprei dire. Ti volevo dire che anche se
non ti cerco, se non ti scrivo, se non ti chiamo, ti penso.
Ti
volevo dire che a volte mi viene da prendere quel telefono e scriverti, e
perdonami se non ho il coraggio di farlo, ti volevo dire che a volte
vorrei lottare, ma non so se ci sia qualcosa per cui lottare, ti vorrei
convincere che ne vale la pena, che potresti buttare tutto all’aria,
ricominciare, e potresti non pentirtene.”
giovedì 20 novembre 2014
lunedì 10 novembre 2014
Non credere
Potremmo semplicemente limitarci a respirare.
Non cambierebbe nulla
Nessuno scenderà dal cielo
Per dirci di darci da fare
Potremmo addirittura anche lasciarci morire
Nessuna voce squarcerà le nuvole
Per dirci di non farlo.
Queste cose accadevano un tempo
Un tempo molto lontano
In cui le cose accadevano perché si raccontavano
E si raccontavano come a ciascuno piaceva
Potremmo studiare
Potremmo meditare
Potremmo pregare
Potremmo supplicare
Nessuna risposta otterremmo
Se non quella che noi decidiamo di darci
O altri uomini ci danno
Noi non possiamo credere in Dio
Noi possiamo solo credere agli uomini che credono in Dio
Ma perché certi uomini credono in Dio?
Perché lo hanno deciso
Perché altri non credono in Dio?
Perché lo hanno deciso.
C’è chi ne ha bisogno e chi no.
Il problema non è stabilire se Dio esista o no
Il problema è stabilire se la nostra vita ha un senso o no.
Ma perché dobbiamo porci questo problema?
Se non ce lo poniamo cosa cambia nella nostra vita?
Nulla.
Possiamo credere o non credere a qualsiasi cosa.
Cosa cambierebbe per noi?
Nulla.
E tra le due ipotesi, Dio esiste –Dio non esiste
Potrebbere esserci infinite alternative.
Ad esempio dio esiste ma non ci ha creato lui
Dio esiste ci ha creato lui ma questo non vuol dire
Che debba per forza volerci bene
Se guardiamo quello che succede ogni giorno
Col sufficiente disincanto
Non è poi così difficile immaginarci un dio indifferente
Se non addirittura, in alcuni casi, crudele.
Perché allora abbiamo bisogno di credere in dio?
immaginamo di essere soli al mondo
senza nessuno che ci dia spiegazioni
di scoprire la nostra debolezza
la nostra difficoltà di vivere
di che cosa sentiremmo subito il bisogno?
di essere aiutati e infatti cerchiamo aiuto negli altri uomini
ma non sempre lo troviamo
e allora di cosa sentiamo il bisogno?
di qualcuno che ci aiuti senza se e senza ma
e che ci sia sempre
e che riesca sempre ad aiutarci
qualsiasi sia il nostro problema
Un non uomo
che non abbia i difetti e i limiti dell'uomo
per cui ci possa sempre aiutare
e sappia sempre come farlo
un supereroe
che non abbia il problema
di avere tutti i problemi degli uomini
che possa tutto
che sappia tutto
che ci sia sempre
ovunque
qualcuno di cui ci si possa veramente fidare
questa presenza ci diventa indispensabile
per alleviare la disperazione
del non sapere nulla
abbiamo bisogno di un amico immaginario
di cui siamo sicuri che non ci tradirà mai
cosa che invece fanno gli amici umani come noi
non ci tradirà mai perchè l'abbiamo creato noi
con la nostra testa
ma questo preferiamo dimenticarlo
preferiamo pensare che sia lui
ad avere creato noi
così sentiremmo il nostro esistere
più giustificato
perchè è la mancanza di senso
quella che ci fa impazzire
ora il punto è questo
se accetti la mancanza di senso della tua vita
sei davvero un uomo libero
libero di fare del bene e di fare del male
libero di sfruttare il senso di angoscia degli uomini
che tu non hai
per renderli schiavi
e diventare sempre più potente
anche se sai benissimo che questa tua potenza
in realtà non ha alcun senso ed è fine a sè stessa.
gli uomini malvagi sono coloro
che dall'alto della loro intuizione di inutilità delle cose
scendono tra i disperati cercatori del senso
e offrono loro una religione
che li renda felicemente sottomessi.
Non cambierebbe nulla
Nessuno scenderà dal cielo
Per dirci di darci da fare
Potremmo addirittura anche lasciarci morire
Nessuna voce squarcerà le nuvole
Per dirci di non farlo.
Queste cose accadevano un tempo
Un tempo molto lontano
In cui le cose accadevano perché si raccontavano
E si raccontavano come a ciascuno piaceva
Potremmo studiare
Potremmo meditare
Potremmo pregare
Potremmo supplicare
Nessuna risposta otterremmo
Se non quella che noi decidiamo di darci
O altri uomini ci danno
Noi non possiamo credere in Dio
Noi possiamo solo credere agli uomini che credono in Dio
Ma perché certi uomini credono in Dio?
Perché lo hanno deciso
Perché altri non credono in Dio?
Perché lo hanno deciso.
C’è chi ne ha bisogno e chi no.
Il problema non è stabilire se Dio esista o no
Il problema è stabilire se la nostra vita ha un senso o no.
Ma perché dobbiamo porci questo problema?
Se non ce lo poniamo cosa cambia nella nostra vita?
Nulla.
Possiamo credere o non credere a qualsiasi cosa.
Cosa cambierebbe per noi?
Nulla.
E tra le due ipotesi, Dio esiste –Dio non esiste
Potrebbere esserci infinite alternative.
Ad esempio dio esiste ma non ci ha creato lui
Dio esiste ci ha creato lui ma questo non vuol dire
Che debba per forza volerci bene
Se guardiamo quello che succede ogni giorno
Col sufficiente disincanto
Non è poi così difficile immaginarci un dio indifferente
Se non addirittura, in alcuni casi, crudele.
Perché allora abbiamo bisogno di credere in dio?
immaginamo di essere soli al mondo
senza nessuno che ci dia spiegazioni
di scoprire la nostra debolezza
la nostra difficoltà di vivere
di che cosa sentiremmo subito il bisogno?
di essere aiutati e infatti cerchiamo aiuto negli altri uomini
ma non sempre lo troviamo
e allora di cosa sentiamo il bisogno?
di qualcuno che ci aiuti senza se e senza ma
e che ci sia sempre
e che riesca sempre ad aiutarci
qualsiasi sia il nostro problema
Un non uomo
che non abbia i difetti e i limiti dell'uomo
per cui ci possa sempre aiutare
e sappia sempre come farlo
un supereroe
che non abbia il problema
di avere tutti i problemi degli uomini
che possa tutto
che sappia tutto
che ci sia sempre
ovunque
qualcuno di cui ci si possa veramente fidare
questa presenza ci diventa indispensabile
per alleviare la disperazione
del non sapere nulla
abbiamo bisogno di un amico immaginario
di cui siamo sicuri che non ci tradirà mai
cosa che invece fanno gli amici umani come noi
non ci tradirà mai perchè l'abbiamo creato noi
con la nostra testa
ma questo preferiamo dimenticarlo
preferiamo pensare che sia lui
ad avere creato noi
così sentiremmo il nostro esistere
più giustificato
perchè è la mancanza di senso
quella che ci fa impazzire
ora il punto è questo
se accetti la mancanza di senso della tua vita
sei davvero un uomo libero
libero di fare del bene e di fare del male
libero di sfruttare il senso di angoscia degli uomini
che tu non hai
per renderli schiavi
e diventare sempre più potente
anche se sai benissimo che questa tua potenza
in realtà non ha alcun senso ed è fine a sè stessa.
gli uomini malvagi sono coloro
che dall'alto della loro intuizione di inutilità delle cose
scendono tra i disperati cercatori del senso
e offrono loro una religione
che li renda felicemente sottomessi.
La verità
La verità è che siamo solo dei poveri pazzi
Dei buffoni disperati
Inganniamo gli altri
E inganniamo noi stessi
Spaesati come tartarughe
Nate in un beauty case.
Vogliamo che gli altri ci amino
E non sappiamo amare noi stessi
Crediamo di essere gli unici
A non averci capito un cazzo
E così fingiamo saggezza
Sagacia e virile esperienza.
Che nessuno si accorga
Che stiamo piangendo.
Cerchiamo le istruzioni per l’uso
Nei filosofi greci o tedeschi
Gente che non ha mai lavorato
E aveva tutto il tempo
Di meditare sul nulla.
A ognuno il suo maestro
Che sia Kierkegaard o Battiato
Vasco Rossi o Schopenhauer.
La verità è che ci tocca vivere
E che ci tocca farlo insieme agli altri
Gente cattiva ignorante e crudele.
Non come noi
Sacrificali agnelli.
La verità è che ci serve il consenso degli altri
Che non sappiamo giudicarci da soli
E crediamo alle bugie di tutti.
Amicizie credute solide
Si sbriciolano sotto il peso
Del più leggero scherzo
Amori eterni che svaniscono
Maschere che cadono e si rinnovano
La verità è che per tirare avanti
Abbiamo bisogno di sempre nuovi trucchi.
Ci droghiamo di “Mi piace”
Ci droghiamo di teatro
Ci droghiamo di apps
Ci droghiamo di sesso
Ci droghiamo di volontariato
Di pulizie in casa
Di gare podistiche
Di seconde e terze case
Di viaggi lontani
Di politica e di cultura
Di latino americano
E ristorante giapponese
Tanto per non pensare
Che siamo tartarughe
Chiuse in un beauty case.
Dei buffoni disperati
Inganniamo gli altri
E inganniamo noi stessi
Spaesati come tartarughe
Nate in un beauty case.
Vogliamo che gli altri ci amino
E non sappiamo amare noi stessi
Crediamo di essere gli unici
A non averci capito un cazzo
E così fingiamo saggezza
Sagacia e virile esperienza.
Che nessuno si accorga
Che stiamo piangendo.
Cerchiamo le istruzioni per l’uso
Nei filosofi greci o tedeschi
Gente che non ha mai lavorato
E aveva tutto il tempo
Di meditare sul nulla.
A ognuno il suo maestro
Che sia Kierkegaard o Battiato
Vasco Rossi o Schopenhauer.
La verità è che ci tocca vivere
E che ci tocca farlo insieme agli altri
Gente cattiva ignorante e crudele.
Non come noi
Sacrificali agnelli.
La verità è che ci serve il consenso degli altri
Che non sappiamo giudicarci da soli
E crediamo alle bugie di tutti.
Amicizie credute solide
Si sbriciolano sotto il peso
Del più leggero scherzo
Amori eterni che svaniscono
Maschere che cadono e si rinnovano
La verità è che per tirare avanti
Abbiamo bisogno di sempre nuovi trucchi.
Ci droghiamo di “Mi piace”
Ci droghiamo di teatro
Ci droghiamo di apps
Ci droghiamo di sesso
Ci droghiamo di volontariato
Di pulizie in casa
Di gare podistiche
Di seconde e terze case
Di viaggi lontani
Di politica e di cultura
Di latino americano
E ristorante giapponese
Tanto per non pensare
Che siamo tartarughe
Chiuse in un beauty case.
io sono
Ma io non so
mantenere la calma
Non ho
abbastanza fiducia in me stesso
Mi stanco di
aspettare
Non riesco a
non odiare
Anche se a
volte sembro troppo buono.
Mi piace
sognare
Mi piace
esaltarmi nel trionfo
Ma mi dispero
nella rovina
Odio
ricominciare le cose da capo
E so tenere
duro
Ma fino a un
certo punto.
Mi càpita di
mentire
E sono stato
ferito
Da amici e
nemici
Non so
dimenticare certe persone
Nel bene e nel
male
Non mi
interessa
Dare valore ad
ogni minuto
Mi basta che
passi senza fare danni
Perché io sono
un vero uomo
La giostra
Bella la giostra
È colorata
La macchinina rossa è la più bella
Gira anche il volante.
Si muove, la giostra
Si parte, si parte
Saluto tutti
Ma non sto andando da nessuna parte.
“Dove vorresti andare, figlio mio?
Il mondo è rotondo
La Terra gira
Ovunque tu vada
Si torna sempre a casa
Goditi il girotondo
Non pensarci.”
Giro il volante a destra
La giostra va a sinistra
Così non c’è gusto
Non sono io a guidare
Non è giusto.
“Zitto. Concentrati,
c’è una coda da prendere
per un giro in regalo.”
E se non ci riesco?
Vuol dire che nn sono come gli altri?
Io volevo solo partire
Non volevo combattere
Non volevo invidiare
chi prende la coda.
La coda a me non interessa
Ma perché agli altri sì?
Allora non sarò normale?
E poi la coda non va su è giù per caso
C’è una corda che la regge
E una mano che guida la corda
Di chi è quella mano?
Chi decide chi vince e chi perde?
Io non voglio gareggiare
Voglio solo un altro giro
Sono pronto a pagare
Perché la giostra
Nonostante tutto
Mi piace troppo
Vedo la gente allegra.
“Non voglio i tuoi soldi, bimbo mio,
non l’hai capito?
Voglio la tua anima.”
Ma tu chi sei?
Perché ci tieni tanto?
“Sono il padrone della giostra
E mi diverto
Non ho altro da fare tutto il tempo.”
Bella la giostra
Tutta colorata
E vorrei farci ancora tanti giri.
“Lo so, ma questo è l’ultimo. Si scende.”
Proprio ora che mi
stavo divertendo.
Sei stato tu a invogliarmi a salire
Ora perché vuoi che scenda?
“Niente di personale, figlio mio.
Davvero non capisci chi son io?”
per paura
Per paura della morte,
speri nella reincarnazione
e dimentichi che questa
è il peggior castigo.
Se vuoi vivere meglio
Impara l’autoinganno
E il sonnambulismo.
Non parlare mai
Se non con te stesso.
Ogni parola diventa falsa
Appena pronunciata.
Alla morte ci si arriva
comunque
E spesso senza merito.
È la vita che fa davvero
paura
Ci vuole molto genio
O molta ignoranza.
Non si muore mai di colpo
Ma di ricordi.
Il Male ha conquistato gli
uomini
E tiene imprigionato il Bene
Nei crani vuoti di chi urla.
Dio è una malattia
Da cui è difficile guarire.
Devi essere compulsivo e
maniaco
Se non vuoi perderti
Nei centri commerciali.
Ti rifugi nell’arte o nel
delirio
Perché la vita non ha
punteggiatura.
Vorresti essere plancton.
Forse la creazione del mondo
È stata la fine di qualcosa.
Se vuoi pregare
Fallo con rabbia
Non con adulazione.
Costringi gli atomi
Ad ascoltarti.
e se...
E
se i depressi, gli aspiranti suicidi, coloro che hanno in odio la vita non
avessero torto?
Se
fossero quelli che difendono strenuamente il valore della vita ad ogni costo,
contro ogni evidenza, a non essere ragionevoli?
Se
i primi fossero soltanto una minoranza coraggiosa che non ha paura di guardare
in faccia la realtà e i secondi una maggioranza impaurita che si rifiuta di
accettare l’oggettiva crudeltà della vita e si rifugia in false certezze?
Se
per continuare a vivere questa vita molti di noi si aggrappano alla speranza di
un’altra vita significa che questa non è così bella come si vuol far credere.
La
vita può avere momenti belli all’interno della sua tragicità. Niente di più.
Se
racconti una barzelletta ad un carcerato, per un momento, può anche scappargli
una risata. Durerà alcuni secondi e poi ritornerà a ricordarsi la sua
condizione di prigioniero.
Forse
coloro che odiano la vita sono di gusti difficili e non riesci a farli ridere
con una barzelletta qualsiasi. Ci vuole altro.
I
depressi, gli aspiranti suicidi, coloro che hanno in odio la vita sono convinti
che quell’altro non esiste. E hanno ragione.
Io
so di voler vivere. Di non volermi suicidare. Ma so anche di essere un
vigliacco.
io e te
In quegli attimi in cui il tempo
scorre più lento, il brusio quasi fastidia il silenzio. Ci si muove come
automi , telecomandati dal proprio dovere e ci si immerge in immagini
in bianco nero che vengono colorate dai pensieri, che ci estraniano
dall'intorno, come se lo scandire del tempo risuonasse l'eco di un sasso
gettato nell'acqua e ne seguisse il percorso sopendendo il respiro nei
cerchi che si formano sulla superficie, mentre il sasso penetra l'acqua
nella sua discesa.
Ci si pone domande a risposte, che
creano pensieri parlanti,a volte imbarazzo, come scorrere le lettere di
un racconto con gli occhi, di cui non si conosce il finale, ma che
riempie le pagine bianche con la consapevolezza del fluire del volere.
E tra gli spruzzi , quei cerchi sulla
superficie del fiume si fanno sempre più ristretti , anche se nello
stesso tempo si allargano,tenendo distante ciò che ci circonda e non va
bene, ciò che non importa, ciò che vuole punire per essere Noi stessi.
Cosicchè quelle rive, che in primo
momento sembravano distanti si restringono e scoprono che hanno bisogno
una dell'altra per fare scorrere quel fiume.
Argini alti a cui ci si aggrappa per
sentire l'armonia del suono dell'acqua correre, proteggendo quel
cerchio, quasi come se si potesse mettere in un barattolo quel tratto di
fiume in cui si sono formati i cerchi.
Argini che creano serenità , su cui
la comprensione diventa necessità e fluisce come la tranquillità di un
fiume, anche se in piena.
E tutto questo perchè siamo due argini sulla stessa sponda.
anima fredda
Mi guardi e mi scopri per la prima volta.
I tuoi occhi mi rincorrono, mi scrutano… Vivo la metamorfosi,
aspetto di diventare qualcosa d’altro.
Ne ho bisogno e lo voglio con tutta me stesso.
Mi muovo nel buio. Non ci sono luci,
non ci sono appigli e forse ho paura ma è giusto così.
Tocco tutto quello che mi circonda con l’incertezza e la paura di un bimbo.
Dentro questa oscurità le mie emozioni scalpitano.
Le sento muoversi. Le sento urlare. Non le riconosco più.
Indossano una maschera nera e lucida.
È ipnotica e affascinante e non riesco a distogliere i miei occhi.
So chi c’è dietro la maschera.
Conosco quel viso e ne ho studiato ogni singola espressione e ogni movimento.
Era qualcosa di mio, qualcosa che mi apparteneva fino a poco tempo fa e ora è distante anni luce.
Sei accanto a me, al mio fianco, ma poi mi volto e non ci sei più,
sembri svanita e alla fine ti sento.
Sei vicina a quelle emozioni. Stai smaniando accanto a loro.
Dici il mio nome lo dici forte quasi avessi paura che io non ti possa sentire…
non ti prego… devi bisbigliare perché io ti sento così tanto che la tua voce mi confonde,
mi destabilizza, mi rende vulnerabile. Come hai fatto?
Come sei riuscito a raggiungere quel punto dove la mia anima si unisce al mio cuore?
Non riesco più a pensare a quello che sto facendo.
Non voglio pensare agli errori, ai sensi di colpa, alle cose giuste e alle cose sbagliate.
Ho gettato tutti questi pensieri in un angolo della mia testa.
Voglio chiudere gli occhi e lasciarmi cullare.
Voglio quei silenzi imbarazzanti.
Quei mezzi sorrisi, il nodo allo stomaco e il cuore che pulsa.
Voglio le mani gelate e quelle frasi sussurrate e i racconti di una parte di vita che conosco bene
ma che voglio riascoltare. Io e te. Solo noi due, il resto del mondo l’ho tagliato fuori.
Qualunque cosa accada tu e tutto questo rimarrete nel mio cuore,
nel mia testa e sulla mia pelle come un marchio, un segno. PER SEMPRE.
I tuoi occhi mi rincorrono, mi scrutano… Vivo la metamorfosi,
aspetto di diventare qualcosa d’altro.
Ne ho bisogno e lo voglio con tutta me stesso.
Mi muovo nel buio. Non ci sono luci,
non ci sono appigli e forse ho paura ma è giusto così.
Tocco tutto quello che mi circonda con l’incertezza e la paura di un bimbo.
Dentro questa oscurità le mie emozioni scalpitano.
Le sento muoversi. Le sento urlare. Non le riconosco più.
Indossano una maschera nera e lucida.
È ipnotica e affascinante e non riesco a distogliere i miei occhi.
So chi c’è dietro la maschera.
Conosco quel viso e ne ho studiato ogni singola espressione e ogni movimento.
Era qualcosa di mio, qualcosa che mi apparteneva fino a poco tempo fa e ora è distante anni luce.
Sei accanto a me, al mio fianco, ma poi mi volto e non ci sei più,
sembri svanita e alla fine ti sento.
Sei vicina a quelle emozioni. Stai smaniando accanto a loro.
Dici il mio nome lo dici forte quasi avessi paura che io non ti possa sentire…
non ti prego… devi bisbigliare perché io ti sento così tanto che la tua voce mi confonde,
mi destabilizza, mi rende vulnerabile. Come hai fatto?
Come sei riuscito a raggiungere quel punto dove la mia anima si unisce al mio cuore?
Non riesco più a pensare a quello che sto facendo.
Non voglio pensare agli errori, ai sensi di colpa, alle cose giuste e alle cose sbagliate.
Ho gettato tutti questi pensieri in un angolo della mia testa.
Voglio chiudere gli occhi e lasciarmi cullare.
Voglio quei silenzi imbarazzanti.
Quei mezzi sorrisi, il nodo allo stomaco e il cuore che pulsa.
Voglio le mani gelate e quelle frasi sussurrate e i racconti di una parte di vita che conosco bene
ma che voglio riascoltare. Io e te. Solo noi due, il resto del mondo l’ho tagliato fuori.
Qualunque cosa accada tu e tutto questo rimarrete nel mio cuore,
nel mia testa e sulla mia pelle come un marchio, un segno. PER SEMPRE.
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