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lunedì 29 settembre 2014

LA VERITA'


Comunque sia una verità esiste. Qualunque sia e non può essere che una sola. Oggettiva e incontrovertibile. Si può dire tutto, ma sostenere che ciò che vediamo intorno a noi  sia solo caso mi sembra puerile. La realtà oggettiva potrebbe essere anche più di una, se esistessero altre dimensioni, ma per la nostra limitata condizione umana resterebbe una. La realtà di una formica è il formicaio e il terreno circostante. Inutile per lei sapere che, in un’altra dimensione esistono insaziabili formichieri. La verità, al contrario, non può che essere una. E potrebbe anche essere una delusione. Nel senso che potrebbe trattarsi di nulla di speciale. Una sorta di uovo di Colombo. Se ci venisse rivelata potremmo esclamare: “Ah…tutto qui???” La non conoscenza della verità contribuisce a mitizzarla e a renderla più importante di quella che è. Quando non si conosce una cosa, la si immagina spesso più grande, più bella, più complicata di quello che è. Quando poi la conosciamo non è raro rimanerne delusi. Inoltre la non conoscenza della verità permette a tutti di imporne una propria, facendo leva sulla sua autorità. Ed ecco sorgere una nuova, l’ennesima domanda. Se è plausibile pensare che siamo l’effetto di una precisa causa e che la consapevolezza dell’essere ciò che siamo è stata in qualche modo voluta da questa causa creatrice. Perché non possiamo anche noi sapere? La mia personale convinzione è che la Verità era nota all’uomo, nella cosiddetta notte dei tempi, e sia stata poi volontariamente o no, confusa, cancellata, modificata in modo da arrivare a noi praticamente intelleggibile. Come il messaggio in una bottiglia affidata all’oceano, che quando viene ritrovato è indecifrabile perché l’inchiostro si è cancellato o si è mischiato. Per chi, come me, non crede negli Dei creati dalle religioni, ma non per questo nega una causa inconosciuta e creatrice, la non risposta alle nostre domande fa pensare che, per qualche motivo, siamo stati abbandonati a noi stessi e nessuno si occupi più di noi. Ma io non credo sia così. Quello che non mi spiego è:  Se c’è ancora chi si occupa di noi perché i suoi messaggi ci giungono così misteriosi da non poter essere pienamente capiti, perché non fa nulla contro quei messaggi falsi e fuorvianti che non arrivano da lui? In poche parole, ritorniamo alla domanda iniziale. Perché non dobbiamo sapere? Io credo che le apparizioni della Madonna possono essere interpretate da un credente, come un tentativo di comunicare a noi messaggi importanti per la nostra salvezza. Se crediamo è la Madonna, se non crediamo possiamo pensare che la Madonna è il mezzo scelto dai nostri veri creatori per essere più credibili ai nostri occhi. “Questi credono alla Madonna, se apparissimo nella nostre vera identità, fuggirebbero. Così almeno ci ascoltano. Ma allora perché tutto questo mistero? Perché invece di apparire in luoghi isolati a una o poche persone, sempre poco istruite, la Madonna o chi per essa non compare a un congresso di eminenti scienziati, magari atei, e con parole semplici, senza parabole o profezie, dica:  “Ora vi spiego come stanno le cose.” Non sarebbe il metodo migliore per chiarirle una volta per tutte? Sarebbe la fine delle religioni. Forse non sarebbe un bel momento, ma nessuno potrà più prenderci in giro.

Figli di nessuno


La verità è così andata perduta. Volutamente o casualmente. Chissà se per sempre. Me la immagino come una vecchia signora dimenticata da tutti. Tutti la cercano, nessuno la trova. E lei, delusa, vive da sola e si ubriaca al bar. Potrebbe anche essere una piccola verità. Nel senso che il principio generatore dell’umanità non sia primario e assoluto ma sia a sua volto stato generato da altro. Se gli uomini fossero in grado, e prima o poi, lo saranno, di ricreare la vita ed il risultato dei loro esperimenti non sapesse  quale è la sua origine e, dopo tanto tempo, scoprisse chi li ha creati scoprirebbe solo degli uomini, che per lui corrisponderebbero a Dio ma  che a sua volta furono creati. Saremmo quindi un Dio minore e altrettanto vale per noi. Anche chi ha creato noi potrebbe essere un qualcosa creato da qualcun altro e chissà se si arriverà mai alla vera sorgente della vita. Limitandoci alla razza umana o comunque terrestre, comprendendo tutte le forme di vita presenti sul pianeta, penso che la prima cosa che colpirebbe un osservatore non umano sarebbe il modo in cui ci riproduciamo e il dualismo “maschio – femmina”. Il motore del nostro pianeta sta tutto nell’interazione tra l’elemento maschile e quello femminile. Due caratteri estremamente diversi che, fondendosi tra loro, si perpetuano. Il concetto che per continuare ad esistere sia fondamentale l’unione tra due elementi entrambi umani ma così fortemente caratterizzati e diversi tra loro mi affascina molto e mi fa sorgere l’ennesima domanda. I loro ruoli sono paritetici o uno domina sull’altro? Se cosi fosse, quale dei due domina e perché? Si è parlato tanto del fatto che l’uomo ha sempre cercato di sottomettere la donna perché impaurito dal suo reale potere. Nella storia la figura femminile ha attraversato periodi di splendore e altri di miseria. Ma la domanda più intrigante è forse perché la donna sia così diversa dall’uomo? Torniamo, inevitabilmente, a parlare di religioni. Nonostante sia sempre stato l’uomo, almeno apparentemente, a guidare le sorti del mondo, relegando la donna a una specie di comparsa, la figura femminile compare in modo importante nella storia religiosa. E’ Osiride, che rimasta vedova, resuscita il suo sposo. E’ lei che, addirittura, gli ricostruisce il pene per generare ancora. Poi arriva il monoteismo dove Dio è maschio, la donna non può fare ciò che fa l’uomo ma, chissà perché, la donna fa parte ugualmente della storia e in un ruolo anche importante. La Madonna è presente sia nella Bibbia che nel Corano. Secondo entrambi i libri sacri essa riceve la visita dell’arcangelo Gabriele. Chi era questa donna che potè partorire in circostanze così strane. Che scomparve in circostanze ancora più misteriose, addirittura salendo in Cielo senza morire. E anche questo Arcangelo Gabriele di chi era ambasciatore? Viene quasi da pensare che i due si conoscessero già. E che dire degli Eoni degli gnostici? Sarebbero, questi, emanazioni (non creazioni) del Dio Primo, ed erano costituiti da coppie maschio/femmina (le Sigizie). Una di queste erano Cristo e Sophia. Ognuna di queste coppie generava, ma accadde che Sophia generò da sola, senza l’aiuto del partner, creando il Demiurgo. Una creatura che non sarebbe mai dovuta esistere e che creò, a sua volta, il mondo degli uomini. Allora il Dio Primo emanò un eone chiamato Spirito Santo e mandò l’eone Cristo sulla Terra, sotto le spoglie umane di Gesù, per salvare l’umanità. Nel testo "L'origine del mondo", uno dei codici di Nag Hammadi, si parla di Sophia come parte femminile di Dio che volle sfidare l'Essere Primo, generando da sola. Le cose andarono male perchè da lei nacque il Demiurgo che creò la materia, tra la quale noi uomini, e Sophia, pentita, cercò di salvarci dandoci quella scintilla divina che ci distingue dagli altri esseri viventi. Il demiurgo era un Dio non solo minore ma cattivo. Noi vivevamo e viviamo nel dolore senza senso e nel mondo materiale che ci angoscia. Il Demiurgo, quindi,  altri non può essere che Satana. Ecco perchè Gesù, venuto a salvarci, dice e non dice. Quello che ci vuole nascondere è che noi non siamo figli di Dio, ma di Satana. Questa è l'atroce verità che cerchiamo e non troviamo. Ma Dio sa che non abbiamo nessuna colpa per questo e ci consola dicendo che quando torneremo alla Casa del Padre, finirà il nostro tormento. La colpa è piuttosto di Sophia che ha voluto sfidarlo. Che si è pentita, ed è stata poi perdonata da lui. Forse è questo l'ancestrale motivo per cui spesso si è detto che la donna era il Diavolo, che gli uomini hanno sempre diffidato di lei, ma allo stesso modo ne sono irrimediabilmente atratti e succubi. Per questo hanno cercato di relegarla in ruoli privi di potere. Sembrerebbe che Sophia abbia involontariamente creato Satana che a sua volta ha creato noi e che poi, dispiaciuta e con l'aiuto di Gesù e di Dio, abbia cercato di rimediare all'errore. Ecco perchè, forse, è sempre la Madonna ad apparirici per consolarci e non Gesù. Nel brano della Bibbia in cui Dio condanna Satana ad assumere le sembianze di un serpente e ad essere per sempre calpestato dal piede della Madonna c'è una piccola frase che può passare inosservata ma che, pensandoci bene è alquanto strana. Dio infatti pur condannando il Diavolo, gli permette di mordere la caviglia della Madonna. Perchè? Per ricordare alla Madonna/Sophia che cosa aveva combinato? Una donna, leggendo queste righe, non deve sentirsi offesa.  Tutt'altro. Sophia significa sapienza ed è stata l'unica, la sola che ha avuto il coraggio di sfidare l'inconoscibile. Io credo che il maschile derivi dal femminile e non, come ci hanno insegnato, il contrario.

Un abbraccio

Un abbraccio rubato al tempo rabbioso
la voglia di lasciarsi andare, ma non poter tradirsi
giocare nella penombra
i pugni tirati contro il vento,
ascoltare i silenzi;

il tuo saluto sbirciato
mi ha regalato un insperato arcobaleno.

LE FACCE DELLA GENTE PER STRADA

Nelle facce della gente che incontri per strada
Puoi leggere tutta la tragedia umana
Sono facce che vogliono farti credere
Che sanno cosa stanno facendo
Dove stanno andando
Sono facce che credono di riuscire
A mascherare la confusione la disperazione
L’insoddisfazione la stanchezza
Sono facce che fingono di vivere
Che piangono senza lacrime
Anche quando sorridono.
Facce che vorrebbero ma non possono
Facce che si adeguano
Che tirano avanti
Che invecchiano tristi
In vite diverse da quelle sognate
Facce che vorrebbero fermare il tempo
Ma il tempo le stritola in sempre nuove rughe
Facce rassegnate 
Devastate dal nuovo problema del giorno
Sono le facce che preferisco
Sinceramente senza speranza
Che pure accettano di continuare
Poi ci sono le altre
Le facce che odio
Quelle ai telefonini
Che sorridono sempre
Che hanno sempre qualcosa da dire
A qualsiasi ora del giorno
Quelle soddisfatte
Che ti guardano dritte negli occhi
Come se avessero capito tutto
Facce che si allenano allo specchio
Ad essere dure e sicure di sé
Facce arroganti di uomini
Che credono di non essere mai stati bambini
Facce esaurite di donne
Che credono che la colpa sia sempre degli altri
Facce da bambini che si vantano
Di avere già perso l’innocenza
Facce ignoranti
Che non hanno capito
Che non stanno davvero vivendo
Stanno solamente litigando
Con tutti e con sé stessi
Nelle facce che incontri per strada
Leggi anche il bisogno più grande
Che può essere anche comprensione
Condivisione e affinità
Senza bisogno di essere amore
Nelle facce che incontri per strada
Puoi leggere romanzi senza fine
Di solitudine e di tradimenti
Di delusioni e smarrimenti
Di mancanza
Di affetto e di senso
Nelle facce che incontri per strada
Se sei fortunato
Puoi anche vedere persone sincere
Che sanno cos’è la felicità
E se lo sanno
Vuol dire che hanno provato
Tutto ciò che viene prima
Ho visto per tre giorni
Una coppia di cicogne
Fare il più grosso dei nidi
Ma oggi è novembre
Ed il nido è vuoto.

...

Il maiale crede che il mondo sia stato creato per lui. Il fango, l’acqua, il porcile, il recinto, l’uomo che gli procura il cibo erano stati creati per lui. 
Il maiale crede che la vita sia bella. Rotolarsi e accoppiarsi. Cosa chiedere di più?
Ma c’è una cosa che gli fa paura. Colui che lo fa vivere lo fa anche morire.
Il maiale è curioso e vorrebbe sapere cosa accade dopo. Così si è inventato un paradiso dei maiali dove grufolare in eterno senza mai ricevere quel colpo in testa.
Se sapesse la verità non gli piacerebbe. 
Il vero scopo del maiale, contrariamente a ciò che pensa l’uomo, non è neppure il salame. Il vero scopo del maiale è la vita del verme solitario.
La tenia ha infatti bisogno di un intestino adatto a far schiudere le sue uova e trasformarle in larve. Questo è il vero e unico scopo del maiale.

L’uomo crede che il mondo sia stato creato per lui. Il sole, l’acqua, gli alberi e il maiale sono stati creati per lui. L’uomo crede che la vita sia bella. Mangiare e fare l’amore. Cosa chiedere di più? Ma c’è una cosa che gli fa paura. Colui che lo fa vivere gli dà anche la morte. L’uomo è curioso e vorrebbe sapere cosa accade dopo. Così si è inventato un paradiso per sé e un inferno per tutti gli altri.
Se sapesse la verità non gli piacerebbe. Il vero scopo dell’uomo è la sopravvivenza del verme solitario. L’intestino del maiale non è sufficientemente adatto perché le larve della tenia si trasformino in vermi adulti lunghi cinque o sei metri. Così l’uomo mangia la carne del maiale, introduce le larve nelle sue budella più adatte a farle crescere. Questo è il vero e unico scopo dell’uomo.

Il ciclo vitale si conclude con le feci dell’uomo, che contengono le uova prodotte dal verme solitario adulto all’interno del suo intestino. Il maiale mangia le feci e il ciclo riparte. Durante tutto questo tempo ci sono verri che si convincono di saper volare, scrofe che si danno alla politica, ma tutto questo è irrilevante. Il vero scopo è la tenia. Durante tutto questo tempo, ci sono uomini che switchano al momento sbagliato subendo grosse perdite finanziarie e donne che studiano come colonizzare Marte, ma tutto questo è irrilevante. Il vero scopo è la tenia.

Ma anche la tenia ha paura. Perché un giorno anche lei, uscendo dall’uomo, morirà. Il maiale, l’uomo e la tenia finiranno sotto terra dove ci saranno ad aspettarli altri vermi. I quali credono che il mondo sia stato creato per loro. Che sia un’immensa coltivazione di uomini, piante e animali che, giunti a maturazione, si consegnano a loro come prodotto finito pronto al consumo.

Ma anche i vermi hanno paura. Perché anche loro muoiono. Mangiati dagli stessi maiali o catturati dagli uomini e dati in pasto ai pesci. Come gli uomini posso essere sbranati dai maiali.

Il mondo non è di nessuno. Qualcuno ha lanciato una palla di terra verso il cielo.
E se ne è andato.

LA PEZZA DEL DIAVOLO

Dio ci voleva ebeti
Satana ci ha reso furbi
Dio ci voleva sciocchi
Satana ci ha aperto gli occhi.
Se Dio non voleva che sapessimo perché ha voluto piantare nel giardino dell’Eden l’Albero della Conoscenza, per poi proibire ad Adamo ed Eva di mangiarne i frutti?
Se voleva che vivessero innocenti in eterno, non sarebbe bastato non piantarcelo quell’albero?
Perché dio ha voluto metterli alla prova?
Perché ha preteso un atto di obbedienza e di sottomissione incondizionata a lui?
Che bisogno c’era?
Per verificare che fosse davvero riuscito a crearli ebeti o se avessero qualche difetto di fabbricazione e contenessero qualche scoria di furbizia? 
Così come si testano i prodotti prima di metterli in commercio?
Prima dell’intervento del Serpente-Satana, l’Albero della Conoscenza era già nell’Eden,, eppure Adamo ed Eva, obbedendo a Dio, non avevano mangiato i suoi frutti.
E’ stato necessario l’intervento diabolico per convincerli a disobbedire.
Dio ha avuto un bisogno di un complice. Era d’accordo col Diavolo?
Quale felicità avrebbero potuto godere due esseri viventi che non conoscevano nulla? Sarebbe stata veramente cosa buona per gli uomini non conoscere il bene e il male? 
Si può forse dire dei batteri che vivono nella melma di un stagno, che pure, come gli uomini, sono esseri viventi, che la loro sia una vita serena e felice? 
O non è forse più corretto dire che vivono e basta? 
Il primo atto dell’uomo, appena nato, è il pianto. Il suo primo sentimento l’infelicità. Poi cresce, riconosce il volto della madre e sorride. 
Il suo secondo sentimento è la felicità. 
Il bimbo che non piange mai e non sorride mai, perché non avendo provato il dolore non conosce la gioia, lo si può dire un bimbo felice? 
Davvero la conoscenza è un male e la non conoscenza è un bene? 
Davvero il diavolo voleva farci del male facendoci conoscere il male? 
Non è forse necessario conoscere il male per distinguere il bene?
Se non esistesse il Diavolo a che ci servirebbe Dio?
Anche lui ha bisogno del suo contrario per giustificare la sua esistenza.
Le parole dio e diavolo iniziano e finiscono allo stesso modo.
Anche noi adulti vorremmo che i nostri figli vivessero sempre nell’illusione che Babbo Natale esiste. Ma noi stessi, ad un certo punto, riveliamo loro la verità, perché se un uomo credesse sempre a Babbo Natale, non sarebbe un uomo felice ma una facile preda per il male.
Forse Dio ha fatto un errore di valutazione in buona fede, nell’intento di non farci soffrire. Poi si è accorto dell’errore e si è travestito da Diavolo per metterci una pezza.

Una goccia d'odio

Una goccia d’odio al giorno
Regola l’intestino
Fa ragionare meglio
Una goccia d’odio al giorno
Migliora la digestione
Ti fa sentire vivo
Una goccia d’odio al giorno
Lubrifica il cervello
Ti insaporisce la vita.

Quando sei triste
Non bere, odia.
La verità che trovi nel bicchiere
A che ti serve se sei ubriaco?

Troppo amore fa male
Più amo e più ne sono convinto
La dolcezza di un bacio
Indebolisce le difese immunitarie.

Una boccata di odio
Nelle dosi consigliate
Fortifica lo spirito.

Quando sei nervoso
Non fumare, odia.
Spegni la sigaretta
Medita la vendetta.

Il perdono incondizionato
È il più grande peccato.

Se sai odiare quanto sai amare
Sarai un uomo giusto
E meno disperato.

Sono morto

Mi sono tolto la vita
E me la sono buttata sulle spalle
Come San Bartolomeo con la sua pelle
Mi sono spogliato della vita
Sono tornato puro, incontaminato
Come il bambino non ancora nato
Senza la vita addosso.

Come Darth Vader ho riportato alla luce
Il mio vero volto
Ma non sono morto
Sono risorto.

Senza la vita addosso
Tutto è sparito
Tranne me.

Non sono più nulla
Se non me.

Non sono il figlio
Non sono il padre
Non sono il marito
Non sono l’amante
Non sono l’amico
Non sono l’impiegato
Non sono il poeta
Nono sono più il ferito
Non sono più il depresso
Non più l’incompreso
Non più l’inadatto
Non sono più il timido
non sono l’altro
sono solo io
quello vero
quello che un tempo odiavo
e che ora mi fa tenerezza.

Senza vita
mi voglio più bene
l’emozione mi uccide lentamente
con la vita io accado
senza la vita io sono.

Non lascerò molte tracce di me stesso
la mia vita se ne prenderebbe il merito
anche se non mi ha mai voluto bene.

Bambini

Siamo tutti bambini di cinque anni.
Abbiamo davvero vissuto cinque anni.
Dal primo giorno di scuola
È iniziata la nostra discesa.
Traditi dai nostri Dei Genitori
Siamo stati buttati in mezzo agli altri
E abbiamo scoperto
Che si può anche non essere amati.
E lì ci siamo fermati.
Il nostro corpo ha continuato a cambiare
Il nostro carattere si è modificato
Le nostre idee
Il nostro modo di emozionarci
Sono cambiati
Non per vera convinzione
Ma per necessità di adattamento
Di sopravvivenza.
Mi guardo attorno
E mi accorgo che noi tutti
Da zero a cento anni
Abbiamo ancora cinque anni
Dentro.
Derubati di tutti i sogni
Continuiamo a giocare
Con quello che abbiamo.
Giochiamo a innamorarci
Che cosa è il sesso
Se non un gioco?
Giochiamo a fare carriera
Senza amare il nostro lavoro
Ma solo per il gusto di arrivare primi
Giochiamo ad essere ammalati
A fare i dottori
A fare i genitori
A fare i figli
A essere quello che non siamo
Noi lo sappiamo bene
Che non siamo
Manager di grandi società
Non siamo operai
Non siamo professionisti
Giochiamo ad esserlo
Inventandoci un sorriso triste
Speriamo che nessuno si accorga
Che in realtà
Abbiamo sempre cinque anni
Mentre amiamo
Mentre uccidiamo
Mentre lavoriamo
Mentre ci accontentiamo
Fingiamo maturità
Quando parliamo di cose da grandi
Quando facciamo cose da grandi
Ma abbiamo sempre cinque anni
Siamo tutti bambini di cinque anni
A cui ne sono capitate di tutti i colori
E non riusciamo più
Ad avere sorrisi davvero sinceri
Se lo sai ti puoi salvare
Se credi di essere adulto
E dimentichi di avere cinque anni
Sei già morto
E non te ne sei accorto.

essere


L’unico abbraccio che accetta
È quello delle sue braccia conserte
Gli piace la nebbia che cancella il mondo
davanti ai suoi occhi.
Occhi che non usa per guardare
Ma per guardarsi da.
Ha il “no” impostato per default
È un sindacato che non si siede a nessun tavolo.
Non si guarda mai nudo allo specchio
Accetta solo quello che gli càpita
Nel tentativo di evitare che càpiti.
Temporeggia nell’attesa che tutto finisca
Gli piace lo schermo nero del computer.
La notte in cui fu concepito pioveva
E sua madre simulò l’orgasmo
È l’uomo più buono del mondo
Ma il suo mondo non esiste.
Indossa giacche pesanti d’estate
E proibisce al suo corpo di sudare
“Non so” è la sua frase preferita.
Il suo volto è scavato da lacrime asciutte
Non riesci a immaginarlo bambino
Fa il dee-jay per non parlare con nessuno
Per non ballare e non avere a che fare
Con donne di cui non è parente
Lui mette la musica nascosto tra le casse
E usa la cuffie per non sentirla anche lui.
Cinque minuti prima di uscire
È già  pronto vicino alla porta
Chiuso nel guscio del suo piumino
Andava al mare a Varazze
Ma la proprietaria dell’hotel è morta
L’hotel ha chiuso
E lui non va più al mare.
Ha chiesto anche di cambiare lavoro
Il suo capo gli ha detto: “Va bene.
In quale ufficio vorresti andare?”
E lui ha risposto: “Non so”.
Non risponde al telefono
E quando risponde dà il nome di un altro.
Vorrebbe tanto essere amato
Senza per questo amare.