E adesso,
che tutti i nodi vengono al pettine , è giunto il momento di tagliarsi i
capelli,per non lasciare che la rabbia abbia il sopravvento e non
faccia altro che sradicare ciocche e lasciare chiazze vuote che non si
riempirebbero più.
L'affermarsi, il rendersi soggettivi è una cosa naturale, come una matita che accentua i contorni, rendendoli netti.
Rimanere
seduti, attenti davanti ad uno specchio,mentre le forbici modellano e
scalano, pronti a raccogliere la caduta del pelo senza modificarne la
forma.
Così ti
ritrovi importante, anche se sai di esserlo sempre stato e scopri che
tutte quelle figure con cui sei stato rappresentato, non hanno fatto
altro che alzare un muro , di cui ne sei parte, ma che non ti divide da
nessuno.
Quante forme
indisinte che ha un NO demotivato, lanciato nell'aria a prescindere dal
perchè, nascondendosi dietro false santità, di cui a volte ti vesti,ma
che poi si scontrano con la realtà , col tuo passato,come se le tue
esperienze fossero state messe in un piano superiore solo per te e non
vuoi che, chi generi, le debba seguire, ne manco avvicinarsi e un No
diventa la unica risposta che sei capace di dare, per non smascherare la
tua cruda realtà, come se la purezza , per quanto sbagliata, fosse un
danno .
Quella
negazione che non aiuta a capire, che ti impedisce di saper ascoltare,
che occlude la libertà , facendola diventare regola del dovere, non fa
che fomentare la rabbia, che anelare l'evasione e l'autolesionismo.E' così che ci si ritrova una capigliatura completamente spettinata, dove i capelli non hanno un verso, dove le ciocche non hanno un colore ben definito e si annaspa nella mancanza di punti riferimento, nel compatimento delle perentoreità di una santa e nella rabbia della deformazione di un diavolo.
Nella deviazone delle colpe lontane da se stessi, rigettate sempre su altri, povere vittime, dell'abbandono, dell'attenzione, del
manierismo e degli eventi.
Il
sentirsi bloccare ogni passo, ogni incontro, ogni conoscenza con un no ,
fa chiudere, la comunicazione, crescere la menzogna ,crea passaggi
segreti per stanze che si vogliono conoscere, che comunque ci fanno
crescere.Il dimenticarsi di come eravamo, di cosa facevamo e l'incolparci di quello che siamo diventati non e' una giusta causa per abbandonare la comprensione.
Non è
vero che ogni cosa che si fa è giusta, come non è vero che ogni cosa che
si fa è sbagliata e l'errore più grande e' quello di sporcare le
soddisfazioni con i ma, chiudersi e soprattutto chiudere le porte , con
l'ignoranza, con l'incapacità di saper ascoltare,eleggendosi come
giudici severi di casi non analizzati, con testimonianze vagheggianti di
terzi ,che non fanno parte del cerchio, che dovrebbe essere
impenetrabile.
Sono
stato accusato di essere troppo amico , come se
esistesse un libretto di istruzioni oggettivo , che determina le regole
da seguire sul soggettivo.Le dita puntate continuano a scivolare e a
venire spazzate dal vento,so di essere capace di ascoltare, dell'avere
bisogno di farlo, so di non essere accondiscendente, ma so come sono e
come sono sempre stato.Faccio solo quello che voglio e non per questo
non ascolto consigli e non guardo alle luci che vengono accese nei
vicoli scuri che ho voglia di pestare.
Sono
fermamente convinto ,che insegnare a volare non sia il biogno
primario,ogni persona e' giusto che si formi in basi ai propi gusti,
alle proprie voglie, ai propri interessi e impara dagli errori che
intercorrono nel volo,mi piace stare ad osservere, anche se a volte fa male ,il librarsi della crescita.
Però diventa assoluto esserci quando si cade.



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